Appunti per un sistema filosofico

di Federico Sciacca

Se le filosofie (ma anche le scienze) contemporanee ci hanno insegnato qualcosa, questa è la caduta, la crisi, se non l’impossibilità dei fondamenti certi e assoluti. È crollata l’idea di un sistema di pensiero fondato su un’idea fissa, vera, eterna, immutabile, un principio da cui discendere tutto.  Questo non vuol dire che la filosofia, in quanto scienza olistica, debba rinunciare alla pretesa di abbracciare e categorizzare la totalità, a tentare di comprendere il mondo, ad “apprendere il proprio tempo”.
Come conciliare allora queste due istanze, la prima che spinge verso l’individuazione del principio per la comprensione della totalità e la seconda sull’impossibilità del principio?
La  premessa che occorre fare è che, nonostante tutta la storia della filosofia ( con definizioni della filosofia che le danno un carattere privilegiato), la filosofia è un’attività umana come tante  altre, che non gode né di nessun privilegio né di nessuno statuto particolare che la rende migliore o più importante delle altre.
Detto ciò, mi sembra evidente la necessità da parte dell’uomo di interrogare il mondo (quale che sia l’origine di questo bisogno, qui è del tutto indifferente) e di sintetizzare le conoscenze acquisite Continue reading

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Parliamo di Facebook(2)

di Salvatore Pappalardo

1.

L’uso è una variabile determinante nella costituzione del significato di qualcosa e, a sua volta, è funzione di caratteristiche strutturali che ne definiscono le possibilità performative. Domandarsi il significato di qualcosa diventa allora un problema di ergonomia.

2.

Assumendo questa prospettiva come punto di partenza emerge un aspetto curioso riguardo Facebook. Balza all’occhio una certa asimmetria che concerne le modalità di interazione consentite; è piuttosto difficile esprimere una forma di dissenso – non esiste un’opzione apposita.

3.

D’altro canto il “condividere” e il cliccare su “mi piace” circostanziano modalità diverse di assenso, non si riferiscono infatti allo stesso oggetto. Riflessivo il primo, transitivo il secondo, sono forme grammaticali che distribuiscono i termini in modo differente. Continue reading

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Posted in Filosofia Teoretica | 5 Comments

Il tempo e la sua (ir-)realtà: considerazioni su J.M.E. McTaggart

di Emilio M.Sanfilippo

Che strano, tutti parlano del tempo, ma nessuno fa niente per cambiarlo.
Mark Twain

Ne è passata di acqua sotto i ponti dal “Timeo” di Platone, alle “Confessioni” di Agostino, a “Ritorno al Futuro” di Zemeckis e Gale (1), eppure il tempo e i suoi paradossi giocano un ruolo tutt’altro che dimenticato sia nella teoresi filosofica e scientifica, sia nella finzione cinematografica e letteraria.
Brevemente cercherò di considerare la tesi sulla negazione del tempo secondo le intuizioni di J.M.E. McTaggart e qualche paradosso sulla realtà del tempo stesso.

Il filosofo britannico J.M.E. McTaggart (1866-1925), in “The nature of existence” (1927), consegue la tesi dell’irrealtà del tempo dalla tesi dell’impossibilità del cambiamento e dalle contraddizioni che scaturiscono dalla tripartizione classica della dimensione temporale. McTaggart sostiene, infatti, l’idea che il tempo sia irrimediabilmente Continue reading

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Antropophagus

di Salvatore Pappalardo

Qualche settimana fa, ad un orario e in circostanze alquanto curiose, ci siamo ritrovati a discutere dell’antropocentrismo per poi dover interrompere il discorso a causa di un treno da prendere. Avevo promesso che il discorso non sarebbe finito lì, così dopo aver rimandato e rimandato ho buttato giù queste quattro righe.

Tra una pedalata e l’altra si parlava dell’antiriduzionismo e della sua legittimità, considerando la sua inadeguatezza nel cogliere aspetti dell’agire umano impossibili da indagare attraverso l’indagine naturalistica; alcune proprietà concernenti l’essere umano, riassumendo, trascendono la necessità del mondo naturale, quindi una metodologia descrittiva non solo si rivela insufficiente –è inutile. Quantomeno per una certa modalità dell’interrogarsi; Continue reading

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Per la responsabilità del soggetto

di Federico Sciacca

Mi capita spesso di leggere o sentir parlare del “sistema” che ci controlla, dei potenti che occultamente lavano i nostri cervelli, di individui resi zombie. Ebbene io non credo in tutto ciò. Secondo me questa è l’ennesima scusa che ci cerchiamo per non assumerci le nostre responsabilità di educatori, di genitori, di amici, di essere umani.

Ma voglio procedere con ordine. Innanzitutto partiamo dal “sistema”. Nessuno sa fornire una spiegazione adeguata e chiara di chi o cosa sia questo sistema, di cosa realmente è in possesso (sia materialmente sia come conoscenze), di quale sia il suo raggio d’azione ecc. Si sente solo dire che è il sistema che ci vuole così, addormentati davanti la tv, che è il sistema che ci distrae dai Continue reading

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