La filosofia del pianerottolo

di Irene Di Nora

Il pianerottolo che sta sotto casa, si sa, è fonte di avvincenti discussioni inconsistenti. Ma quando il pianerottolo in questione è il tuo, tutto si fa decisamente più interessante. Così ti accade di trovarli tutti lì i condomini che tanto si odiano – perché non si può amare il vicino, il vicino è un fastidio in quanto pone limiti al tuo beato estendere te stesso come ti pare – e di farti travolgere nelle loro animate diatribe. Che siano di valore o meno, questo è tutto da definire.

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Prigionieri del mondo – Introduzione

di Emilio M. Sanfilippo

Se non avessi scambiato qualche email, giocato un po’ con la metafisica e la logica, questo articolo non sarebbe mai stato scritto. Il tutto lascia intendere un modo in cui le cose si sono svolte, e i molti modi in cui si sarebbero potute svolgere, se solo qualcosa fosse andato diversamente.
In questo articolo si affronterà il problema dell’identità degli individui tra mondi (transworld identity). La questione di partenza è centrata sul modo in cui possiamo rintracciare gli individui nell’infinità dello spazio logico. Più che una conclusione, ciò che raggiungerò è un secondo problema, che però viene lasciato almeno per il momento aperto.
Purtroppo la discussione richiede familiarità con una serie di questioni e termini inerenti alla logica modale e la metafisica dei mondi possibili. Per questa ragione, il presente articolo costituisce la prima parte di questa discussione, in cui cercherò di rendere più familiari i lettori con certi punti. Seguirà l’articolo principale sul problema dell’identità.

Devo ringraziare Luigi Pavone per avermi aiutato nella stesura di questo articolo.

I

In un’analisi abbastanza comune del linguaggio, un enunciato del tipo “Il tavolo su cui scrivo è fatto di legno” è un enunciato categorico vero se, e solo se, è vero che il tavolo su cui scrivo è fatto di legno, falso in caso contrario. Affermare, invece, qualcosa del tipo “E’ possibile che il tavolo sia di legno”, lascia intendere un modo in cui il tavolo è costituito, senza escludere la possibilità che esso possa avere avuto una diversa costituzione. Al contrario, l’affermazione “E’ necessario che il tavolo sia di legno” sembra escludere ogni alternativa alla costituzione del tavolo, ossia suggerisce che tale costituzione abbia condizioni necessarie1.

In generale potremmo dire che un’asserzione è categorica se afferma qualcosa sullo stato di cose attuali, mentre si dice modale se descrive il modo in cui le cose possibilmente o necessariamente sono. Considerato l’esempio del tavolo, cosa significa asserire che possibilmente o necessariamente il tavolo è fatto di legno? Il tavolo dispone chiaramente di proprietà categoriche (attuali), l’essere di legno scuro per esempio, ma anche di proprietà modali (possibili o necessarie), il poter essere stato di plastica ad esempio. Continue reading

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Prigionieri del mondo – Il problema dell’individuo

di Emilio M. Sanfilippo

II

 Per il reverendo principio metafisico di Leibniz, se due oggetti sono lo stesso oggetto, allora godono esattamente delle stesse proprietà (indiscernibilità degli identici) e se due oggetti hanno le stesse identiche proprietà, allora sono lo stesso oggetto (identità degli indiscernibili). In tal senso gli oggetti possibili non attuali sono pesanti da digerire: se un individuo gode di determinate proprietà in un mondo w, allora affinché sia lo stesso individuo in un altro mondo w‘, deve godere delle stesse identiche proprietà. Si consideri l’individuo Salvatore Pappalardo in w come uno studente di filosofia, mentre in w’ come un chitarrista jazz. Si tratta dello stesso o di diversi individui? Secondo il principio leibniziano, se due oggetti sono lo stesso oggetto, allora condividono le stesse identiche proprietà.

I filosofi, che siano metafisici, logici, o entrambi ha poca importanza, non vogliono rinunciare a tale principio di identità. David Lewis, per esempio, ha proposto l’idea che ogni individuo esista solo ed esclusivamente in un mondo e la relazione tra oggetti in diversi mondi sia solo una relazione di stretta somiglianza. Gli individui sono world-bounded (“legati al proprio mondo” potrebbe dirsi) e le loro relazioni sono counterpart relation: Salvatore Pappalardo è Salvatore Pappalardo nel mondo attuale w, dove gode di determinate caratteristiche, tra cui per esempio quella di essere uno studente di filosofia; Salvatore in w’ è un individuo che gli assomiglia più di ogni altra cosa in quel mondo, ma che in ogni caso non è identico al Salvatore in w. Naturalmente l’idea della somiglianza è non poco problematica, ma Lewis la fa valere in termini di proprietà necessarie ed essenziali. In tal senso, un individuo gode di proprietà necessarie se e solo se tutti i suoi “counterparts” godono di quelle proprietà in tutti i mondi possibili, mentre gode di proprietà essenziali se né l’oggetto né i suoi “counterpart” potrebbero esistere senza il possesso di tali proprietà. Secondo Lewis i mondi possibili non attuali sono delle realtà concrete al nostro pari, mondi popolati da individui in carne ed ossa, ognuno dei quali svolge la propria vita a dispetto dei paradossi logici. La citazione seguente mostra come la comunità filosofica abbia reagito a tale posizione metafisica:

[…] philosophers have tendded to respond with delighted horror and loud forebodings of incoherence. Not even Meinong dared to suggested that nonactual individuals exists in just the same way as you and I do, or that somewhere out in logical space there are flesh-and-blood counterparts of me who are leading admirable lives of their own, sharing all of my virtues and none of my faults. In short, Lewis’s view seems just crazy1.

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Alla ricerca del senso morale perduto

di Emilio M.Sanfilippo

Una giornata soleggiata di primavera è per molti di noi piacevole, mentre magari è piuttosto spiacevole una di quelle solite giornate invernali uggiose e fredde. Restiamo incantati da alcuni paesaggi, mente altri non vengono nemmeno degnati del nostro sguardo. Siamo capaci di trascorrere la nostra vita intera accanto ad una persona che, chissà per quale strana ragione nascosta all’ombra di chissà quali neuroni, è incredibilmente affascinante, quasi brilla tra tutte le altre come una stella nella notte. Ogni volta che invece incontriamo certi “amici” abbassiamo istintivamente lo sguardo nella speranza di evitare il dialogo dovuto. Se frequentiamo la parrocchia del quartiere solitamente veniamo visti dalla gente come dei “bravi ragazzi”, al contrario dei nostri coetanei che invece passano le loro giornate correndo dietro ad un pallone, o nella migliore delle ipotesi dietro a delle ragazze. Continue reading

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Filosofia come Autopoiesi

di Paolo Gulfi

Fin dalla sua prima comparsa, la filosofia si è fatta avanguardia del pensiero, critica radicale al cosiddetto discorso “normale”, forza progressiva con cui edificare l’uomo e il suo mondo. Per Eraclito, l’essenzialità d’un sapere più profondo.
Ma è tuttavia con Platone, che la filosofia viene confusa col suo oggetto, ergendosi ad essenza reale o ultima del sapere.
Una “parentesi” teoretica e gnoseologica che giunta fino a Descartes arriva quasi del tutto intatta fino ai giorni nostri, preservandosi a carattere fondativo del sapere.

Ma facciamo un passo indietro: l’essenziale. Continue reading

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