Antropophagus

di Salvatore Pappalardo

Qualche settimana fa, ad un orario e in circostanze alquanto curiose, ci siamo ritrovati a discutere dell’antropocentrismo per poi dover interrompere il discorso a causa di un treno da prendere. Avevo promesso che il discorso non sarebbe finito lì, così dopo aver rimandato e rimandato ho buttato giù queste quattro righe.

Tra una pedalata e l’altra si parlava dell’antiriduzionismo e della sua legittimità, considerando la sua inadeguatezza nel cogliere aspetti dell’agire umano impossibili da indagare attraverso l’indagine naturalistica; alcune proprietà concernenti l’essere umano, riassumendo, trascendono la necessità del mondo naturale, quindi una metodologia descrittiva non solo si rivela insufficiente –è inutile. Quantomeno per una certa modalità dell’interrogarsi; Continue reading

Posted in Pensieri nefasti | 2 Comments

Per la responsabilità del soggetto

di Federico Sciacca

Mi capita spesso di leggere o sentir parlare del “sistema” che ci controlla, dei potenti che occultamente lavano i nostri cervelli, di individui resi zombie. Ebbene io non credo in tutto ciò. Secondo me questa è l’ennesima scusa che ci cerchiamo per non assumerci le nostre responsabilità di educatori, di genitori, di amici, di essere umani.

Ma voglio procedere con ordine. Innanzitutto partiamo dal “sistema”. Nessuno sa fornire una spiegazione adeguata e chiara di chi o cosa sia questo sistema, di cosa realmente è in possesso (sia materialmente sia come conoscenze), di quale sia il suo raggio d’azione ecc. Si sente solo dire che è il sistema che ci vuole così, addormentati davanti la tv, che è il sistema che ci distrae dai Continue reading

Posted in Pensieri nefasti | Tagged , , , , | 43 Comments

Del falso e dell’errore

di Salvatore Pappalardo

Secondo un indirizzo generalmente diffuso in epistemologia, la conoscenza umana ha una natura tale da poter essere definita proposizionale cioè incentrata sugli enunciati; essi costituiscono, in quanto veicoli di informazioni, la base concettuale su cui attecchisce ogni nostra credenza o giudizio sul mondo. Non tutte le nostre credenze possono avvalersi del rango di conoscenza. Sebbene condividano la stessa natura verbale è abbastanza intuitivo che un’asserzione come «dio è amore» abbia uno statuto epistemico diverso da «la capitale dell’Olanda è Amsterdam», e questo perché non basta che di una cosa se ne possa parlare perché possa costituire conoscenza –si pensi alla famigerata libreria di Borges!- Occorre che la proposizione sia vera, cioè che abbia una conformità con i fatti tale da fornirne un resoconto più o meno fedele. Inoltre è necessario che la proposizione sia anche giustificata. Anche questo è abbastanza intuitivo, ma vale la pena scriverci sopra due righe. Continue reading

Posted in Filosofia Teoretica | 5 Comments

La mia ragazza è un tropo!

di Emilio M.Sanfilippo

A conclusione di un saggio del 1912, titolato The World of Universals, Bertrand Russell comparava la perfezione e immutabilità degli universali – la delizia dei logici, dei matematici e di tutti coloro che amano più la perfezione che la vita – con la vaghezza e indefinitezza del mondo dell’esistenza. Eppure, affermava il filosofo inglese, è proprio questo il mondo nel quale consumiamo la nostra vita, le nostre passioni, i nostri sentimenti e pensieri e sebbene sia sempre possibile preferire l’uno all’altro, o considerare l’uno il pallido riflesso dell’altro, non appena li si è distinti, i due mondi non possono più essere lasciati a sé e diventa necessario studiarne i reciproci rapporti.

La teoria dei tropi è una teoria metafisica/ontologica, elaborata in tempi recenti da Donald Cary Williams sul problema delle proprietà1, che cerca di aggirare il problema dell’esemplificazione delle proprietà e degli universali, in un modo che tuttavia è oggi molto conteso e dibattuto. In maniera piuttosto intuitiva, una Continue reading

Posted in Filosofia della scienza | Tagged , , | 33 Comments

“La mente fenomenologica. Filosofia della mente e scienze cognitive” di Gallagher, Zavi

di Emilio M. Sanfilippo

La fenomenologia, prima di essere una “filosofia della mente”, è un ripesare il rapporto “uomo-mondo” come “uomo nel mondo”. Se l’uomo, infatti, è scaraventato tra le cose, allora è compito della filosofia riscoprire un contatto preteoretico con le cose stesse, al di là di un atteggiamento filosoficamente determinato.
I presupposti teoretici dell’indagine fenomenologica sul mentale affondano le loro radici nella migliore fenomenologia tedesca e rappresentano un carattere inconsueto rispetto agli studi tradizionali delle neuroscienze. Per dirla con Searle, nonostante gli studi sulle strutture neuronali della mente, i neuroscienziati hanno dimenticato l’esperienza, che è proprio ciò che più conta dopotutto. La fenomenologia è allora scienza dell’esperienza, una riconsiderazione generale del classico rapporto tra ontologia e epistemologia, che vorrebbe porsi come una nuova Weltanschauung rispetto il realismo metafisico e l’idealismo classico. Continue reading

Posted in Filosofia della mente, Recensioni | Tagged , , , , , , | 6 Comments